A mio padre 1 - il salotto di Roberta

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A mio padre 1

Le mie poesie, i miei libri
 
È stato, il nostro
un bene ruvido e schivo
fatto di pochi abbracci e parole.
Non so, adesso,
se ci siamo mai capiti davvero
tu ed io,
se la fame di colore e di sole,
che riversavi nei quadri
era fame d'amore
o se piuttosto tracciavi i confini di un mondo
intriso di sogno e dolore
in cui non mi era dato di entrare.
Ci siamo osservati, studiati,
come due avversari sul ring,
padre e figlia alle corde
con gli occhi pieni d'amore.
Ti ho voluto bene senza riserve,
con rabbia
e a fatica
ho serrato nel pugno
il filo di seta e d'acciaio
che t'ancorava alla vita.
Non potevo sapere
che dietro la schiena celavi
le forbici aguzze.
Il baratro si è aperto, eterno,
domato dalla tua volontà.
Non so se riuscirò a perdonarti
il tuo andare senza un addio.
So solo
Che il tuo silenzio urla
Dai quattro angoli della stanza
E che la tua assenza
mi sta straziando il cuore.
 
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